In "I giorni grandi", Walter Bonatti racconta le sue principali imprese alpinistiche tra il 1961 e il 1965: dalle Grandes Jorasses all’Eiger, dal Pilier d’Angle alla solitaria sul Cervino. Il volume ripercorre anche viaggi e scalate, fino all’addio all’alpinismo estremo di un grande protagonista del Novecento.
Autore: Walter Bonatti; prefazione di Dino Buzzati
Editore:Solferino
«Ritengo che la prima qualità di un essere vivente sia il coraggio, sotto ogni aspetto. Nell’uomo ammiro il coraggio dell’azione, ma più ancora quello della rinuncia.» Dieci anni dopo il formidabile esordio di "Le mie montagne" (1961), e divenuto ormai «reporter dell’avventura» per il settimanale «Epoca», Walter Bonatti volle concludere il racconto delle proprie imprese alpinistiche in un volume a sua volta leggendario. Dalla tragedia del Pilone Centrale all’invernale sulle Grandes Jorasses, dalla sofferta rinuncia sull’Eiger alla salita sulla Nord della Whymper, dal Pilier d’Angle alla solitaria sul Cervino, "I giorni grandi" è la cronaca appassionante delle avventure vissute tra il 1961 e il 1965, e dei valori che le sostennero. Accanto a esse, Bonatti volle inserire il racconto del viaggio al Polo del freddo compiuto per «Epoca», le scalate sui monti degli dèi in Grecia, ma anche le ragioni del suo addio all’alpinismo estremo: il commiato di un gigante. Lo stile di queste pagine conferma le sue qualità di narratore, tanto da guadagnargli le lodi di un artista come Dino Buzzati, la cui commossa introduzione esalta di Bonatti la sincerità, il ritmo, l’efficacia e la coerenza. Questa edizione riprende integralmente il testo originale, accompagnato da una galleria fotografica dedicata agli alpinisti che in quegli anni si legarono in cordata con Bonatti.
Le avventure di Bonatti ci parlano di un mondo lontano, ma ci emozionano perché risvegliano i nostri desideri di semplicità e connessione con la natura. Immergendosi nell'ambiente, Bonatti ci invita a riscoprire parti di noi stessi, affrontando l'ignoto con meraviglia. Le sue storie ci ispirano a sognare e a dare vita alle nostre fantasie, ricordandoci che l'avventura inizia con l'immaginazione.
Primo Levi amava la montagna come passione sincera e salvifica, vissuta con amici durante gli studi. Pietro Lacasella ripercorre i luoghi e le avventure di Levi, scoprendo un lato meno noto di lui, tra deduzioni e ricordi di un viaggio che si conclude con l’arrivo delle giornate più corte.
Maurice Herzog è famoso per aver raggiunto la vetta dell’Annapurna, ma spesso si dimentica il ruolo degli sherpa come Ang Tharkay, che lo aiutò durante la spedizione del 1950. Bernadette McDonald rende omaggio agli alpinisti locali, evidenziando il loro contributo fondamentale e il percorso verso il riconoscimento.
Il profumo delle mie montagne, autore Gigi Alippi, prefazione di Marco Valentini, editore Alpine Studio. L'autobiografia di Gigi Alippi, uno degli alpinisti più forti della sua generazione.
Nell’estate 1938 Riccardo Cassin, con Ugo Tizzoni e Gino Esposito, conquista lo sperone Walker delle Grandes Jorasses. Guidati solo dall’intuito e dal coraggio, in tre giorni superano difficoltà estreme, firmando un’impresa leggendaria che segna la storia e l’immaginario dell’alpinismo.