Editore: Versante Sud
Sono passati ormai più di quarant’anni da quando Arco di Trento divenne uno dei primi grandi centri internazionali dell’arrampicata sportiva. Fu l’epoca segnata da Roberto Bassi, Manolo, Heinz Mariacher e Luisa Jovane, a cui presto si aggiunsero Rolando Larcher, Danilo Bonvecchio, Fabio Leoni e molti altri.
Dalle prime storiche e celebri falesie, come la Spiaggia delle Lucertole, San Paolo, Swing Area, Massone, in quattro decenni si è arrivati a centinaia di strutture, a cui si aggiunge un numero elevatissimo di vie multipitch. Ad oggi, la zona di Arco è fra le primissime al mondo per frequentazione verticale, ricchezza di strutture naturali attrezzate, laboratorio di alta difficoltà, presenza imprenditoriale diffusa e inerente al mondo della montagna e dell’arrampicata.
Alla storica e ormai appunto quarantennale presenza del Rock Master, la più celebre manifestazione agonistica mondiale nel campo, si è recentemente affiancata la nascita dell’importante e moderno Centro Federale FASI, una struttura per molti versi unica e sicuramente votata a un grande futuro.
Dopo l’ormai lontano numero 2 di Up Climbing – uscito alcuni anni or sono – era dunque giunto il momento di dedicare nuovamente ad Arco di Trento un intero numero. Per questo abbiamo cercato di toccare tutti i punti più importanti legati all’evoluzione e al presente di quest’area, in un confronto diretto con molti dei maggiori protagonisti: da Angelo Seneci, che ci parlerà della problematica dell’overclimbing, a Vinicio Stefanello che ci racconterà la storia e le vicende del Rock Master stesso, alle voci di climber come Adam Ondra, Stefano Ghisolfi, insieme ad altri e altre che ad Arco si sono trasferiti a vivere.
Accanto ad alcune proposte tecniche, relative sia a nuove falesie che alle vie di più tiri, illustrate da Diego Filippi, non mancano alcuni focus come il ritorno dell’arrampicata in placca, con un testo ad opera di Manolo e discusso e illustrato da Gianguido Dalfovo e Alessandro Zeni.
Ma Arco non è solo arrampicata, come si suol dire, “su corda”, è anche boulder, con i massi di Prabi, l’escursionismo difficile, come quello che si può praticare sull’aerea via ferrata del Colodri e il trail running.
Tanto da scoprire quindi, buona lettura a tutti!