Autori: Emiliano Zorzi, Saverio D’eredità
Editore: Idea Montagna
Con questo volume, dedicato a quella regione montuosa che comprende le Alpi Carniche Centrali e Orientali, si aggiunge il tassello mancante per il completamento dell’opera monografica dedicata alle montagne delle Alpi Carniche e Giulie. Ma questo non è solo l’ultimo volume di una raccolta di itinerari alpinistici: per gli autori rappresenta infatti anche l’ultima tappa di un viaggio ormai ultradecennale tra queste montagne. L’area compresa in questo volume si estende in senso latitudinale dal Passo di Monte Croce Carnico a Passo Pramollo e abbraccia i gruppi montuosi compresi tra la cresta di confine e le pareti di bassa quota che affacciano sulla Val Tagliamento. Si tratta di una regione vasta ed eterogena, tradizionalmente identificata con il nome di Alpi Carniche Orientali.
Si va infatti dall’area identificata con il Passo di Monte Croce Carnico, vera e propria “Mecca” dell’arrampicata sportiva sviluppatasi dalla fine degli anni ’70 del ‘900, all’estremo opposto: i profondi silenzi e le montagne remote racchiuse nella Riserva della Val Alba, dove la natura si mostra primigenia e austera. Nel mezzo, le forme dolomitiche del gruppo Sernio Grauzaria, culla dell’alpinismo friulano e gli splendidi calcari del Cavallo e della Creta di Aip completano questo mosaico di montagne, vallate e ambienti straordinariamente ricchi di diversità.
Emiliano Zorzi
Nato a Monfalcone, cittadina sul Golfo di Trieste, nel 1972 e di professione insegnante, nel tempo libero ha coltivato praticamente da sempre la passione per la montagna, iniziando da bambino con facili escursioni e poi avvicinandosi alle rocce attraverso le vie ferrate e alla falesia. A metà degli anni novanta inizia a percorrere per hobby, assieme a un piccolo ma attivo gruppo di appassionati del monfalconese, le vie classiche (e non) di media difficoltà soprattutto nelle Dolomiti, pur non tralasciando i monti di casa (Carniche e Giulie) e non disdegnando qualche uscita sulle Alpi Centrali. Pur non essendo un alpinista di punta o di professione, ha effettato un buon numero di ripetizioni (circa 300), molte delle quali con carta e penna nel taschino, accumulando un’approfondita conoscenza dei “monti pallidi”, specialmente delle zone che più ama come il versante meridionale delle Pale.