Con la loro imponenza vertiginosa, il clima difficile e il profilo tanto splendido quanto inquietante, le Alpi sono sempre state una presenza ambivalente per le civiltà che le hanno frequentate e vissute. Ma al contrario di quanto si possa pensare, non hanno mai rappresentato una barriera invalicabile, anzi. Percorse da strade, sentieri e mulattiere, solcate da torrenti e fiumi, le Alpi sono state sin dalla remota antichità un crocevia che ha visto transitare senza soluzione di continuità popoli e civiltà, ora con il passo marziale degli eserciti, ora con il pacifico vociare dei pellegrini e dei mercanti. Il passaggio è stato particolarmente intenso nel Medioevo grazie alla presenza della Francigena, l'«autostrada» percorsa da chi, da nord, si dirigeva a Roma e poi in Terrasanta e in Oriente, ma anche da sovrani e contadini, monaci e predicatori, artisti e letterati. Arricchite dai continui scambi, le comunità delle valli alpine hanno dato vita nel Medioevo a una civiltà sorprendentemente feconda che trovava la sua espressione tanto negli assetti politico-sociali e nei culti quanto nelle lingue parlate e nell'arte. Provare a raccontare la complessità e il fascino della civiltà medievale delle Alpi, mostrarne almeno in parte le tante bellezze spesso nascoste e cercare di coglierne, per quanto possibile, la straordinaria e multiforme eredità è l'ambizione di questo libro.
La storia degli abitanti di due interi paesi emigrati dalla Valsesia a Torino dove sono stati capaci di avviare e rendere prosperi alberghi e ristoranti, di avviare industrie d'avanguardia, fondamentali per lo sviluppo economico e sociale del Piemonte.
Un libro dedicato all'interessante testimonianza della Grande Guerra in Valdisotto, il Forte Venini, con una proposta di 7 itinerari di visita all'area.
A sessant’anni dal disastro del Vajont, Il saldatore del Vajont intreccia memoria personale e tragedia collettiva. Una visita alla diga riaccende ricordi di lavoro, fabbrica e vita contadina, raccontando l’epica industriale italiana spezzata in pochi minuti dalla catastrofe.
La scena di Giuseppe Grandi ferito a Nikolaewka, attorniato dai suoi alpini che gli cantano "Il testamento del capitano", ha reso lui una leggenda. Celebrato da scrittori come Revelli e Corti, è ricordato come un comandante umanamente straordinario, la cui vita, breve ma intensa, testimonia il valore e la nobiltà degli Alpini.
I rumori del mondo. Saggi sulla storia dell'alpinismo e l'uso pubblico della montagna, un libro scritto da Marco Cuaz, edito da Le Chateau. Acquista ora