Il libro raccoglie i post più significativi pubblicati sui social network da Maurizio Oviglia nel corso degli ultimi 15 anni, più alcuni inediti. Generalmente i brevi racconti sono scritti partendo da una fotografia, spesso sulla base di un ricordo. In questo senso sono delle cartoline a cui è associata una storia, che però segue i moderni canoni dello storytelling più che della narrazione classica. Come sui social, il libro non segue uno schema temporale ma le cartoline sono raggruppate per argomenti. Nel primo capitolo l’autore ci riporta ai “favolosi anni ‘80” raccontando una serie di storie legate a quel magico periodo pioneristico della scalata. “Oltre il Nuovo Mattino” narra il rapporto di amore di Maurizio per la Valle dell’Orco e le avventure di una generazione che è cresciuta, ma nello stesso tempo ha cercato di andare oltre, alle idee del Nuovo Mattino. Il terzo capitolo “Altri mondi” è dedicato ai viaggi sulle pareti del pianeta, dal Venezuela alla California ma soprattutto al rapporto privilegiato dell’autore con la Gran Bretagna. Si continua con “La mia Sardegna” in cui Maurizio racconta svariate avventure nella sua terra di adozione. “Dell’oggi e sul domani” è l’ultimo capito e raccoglie riflessioni a ruota libera sui più svariati temi, dall’etica alpinistica al mondo che cambia, sino al rapporto di odio e amore con le nuove generazioni.
L'autobiografia definitiva di una leggenda dell'alpinismo. Un racconto avvincente, che ci fa entrare nella mente e nel cuore di una leggenda vivente dell’alpinismo, svelando la sua visione unica del mondo, della montagna e della vita stessa.
“…Leni Riefenstahl fu l’unica donna al centro di una delle più audaci e capaci troupe cinematografiche mai viste al mondo." Nata nel 1902 a Berlino, fu una delle poche registe tedesche dei primi del Novecento. È nota per la propaganda nazista, ma il suo lavoro nel cinema di montagna è di grande rilievo.
Enrico Camanni, alpinista e profondo conoscitore della montagna e dello spirito che la anima, racconta con stile elettrico, appassionato e struggente gli ultimi anni dell'iconico scalatore Gary Hemming, maudit ispirato e irrequieto, figura imprescindibile nella storia dell'arrampicata moderna ma anche e soprattutto amico fragile capace di incarnare una filosofia ecologica della scalata, rivoluzionaria e ancora attualissima.