• non disponibile

La mia scalata al Monte Bianco 44

1838

Autore: Henriette D'Angeville - Editore: Cda & Vivalda

16,00 €

La mia scalata al Monte Bianco 1838, il racconto scritto da Henriette D'Angeville, editore CDA&Vivalda. Acquista

Quantità
Add to wishlist
non disponibile

Guarantee safe & secure checkout

Autore: Henriette D'Angeville
Editore: CDA&Vivalda

Nell'estate 1838 una nobildonna francese di 44 anni decide di scalare il Monte Bianco, impresa allora rara e rischiosa, impresa allora rara e rischiosa. I salotti di Ginevra dove abita, i fratelli e le amiche inorridite tentano di dissuaderla. Ma lei, al contrario della scrittrice George Sand, la donna più emancipata del tempo, non si contenta del pittoresco viaggio a Chamonix: sogna il più grandioso scenario della vetta. Ordina alla sarta uno speciale vestito imbottito, ingaggia una squadra di guide e portatori e parte decisa alla volta della vetta. Così Henriette d'Angeville divenne per tutti "la fidanzata del Monte Bianco" conquistando un posto esclusivo tra i pionieri dell'alpinismo. Questo diario d'ascensione, il primo di una donna, è riemerso solo pochi anni fa. Mentre nel lucido resoconto venato di humor ci affascina l'eccezionale documento storico illustrato dai disegni originali, brillano le idee e le emozioni di un'avventura tutta femminile e anticonformista.

Libro vincitore del Premio Itas - Cardo d'oro

 

Cda & Vivalda
9788874801695

Scheda tecnica

Titolo
La mia scalata al Monte Bianco
Sottotitolo
1838
Collana
Licheni n.44
Autore
Henriette D'Angeville
Editore
Cda & Vivalda
Edizione
2012
Pagine
176 + 16 tavole fuori testo
Dimensioni
12-5 x 20 cm
Formato
Brossura con alette
Lingua
Italiano

16 altri prodotti della stessa categoria:

La mia scelta

27,90 €
DISPONIBILE

La mia scelta, vita e imprese di una leggenda dell'alpinismo polacco, autore Wielicki Krzysztof, edizioni Hoepli. Acquista ora

DISPONIBILE

Mick Conefrey racconta la vita di George Mallory, alpinista leggendario scomparso sull’Everest nel 1924. Tra miti e realtà, analizza il suo coraggio, il carattere e le motivazioni che lo spinsero a sfidare i limiti umani, anche dopo aver criticato le tecnologie come l’ossigeno.