Matteo Righetto trasforma l’andare a funghi in una pratica filosofica: un viaggio nel bosco che insegna lentezza, attenzione e libertà. Tra ricordi, natura e riflessioni, invita a riscoprire il valore del cercare senza possedere e del perdersi per ritrovare sé stessi.
Un libro sul bosco che parla dell’uomo. Un libro sui funghi che parla della vita. Un invito a cercare senza pretendere, a vivere senza accumulare. Un elogio della lentezza, della ricerca, e del perdersi.
Andare a funghi non è un passatempo né una tecnica. È un gesto antico, un rito di ritorno, una forma di resistenza silenziosa contro la frenesia del mondo contemporaneo. In queste pagine Matteo Righetto compie un’operazione radicale e insieme delicata: trasforma l’esperienza del bosco e della raccolta dei funghi in una via di conoscenza, un esercizio spirituale laico, una meditazione in movimento. Attraverso ricordi personali – tra Dolomiti, miti primordiali, memoria famigliare e filosofia orientale –, Righetto dà voce al “raccoglitore ancestrale” che vive in ciascuno di noi: quella parte dimenticata che sa attendere, osservare, perdersi, rinunciare al controllo. Nel bosco – dove non esistono mappe affidabili, orologi, notifiche o risultati garantiti – si impara che la ricerca conta più della scoperta, che la lentezza è una forma di saggezza, che il limite non è una privazione ma una misura e che solo chi accetta di perdersi può davvero ritrovarsi. Lo Zen e l’arte di andare a funghi non è un manuale, né un libro escursionistico. È un saggio poetico e filosofico sulla libertà, sull’attenzione, sull’inutile necessario. Un invito a disintossicarsi dall’ossessione della produttività, a recuperare un rapporto non predatorio con la natura, a riconoscere nel bosco un maestro silenzioso capace di restituirci un ordine interiore. L’andare a funghi come pratica filosofica, meditativa e profondamente umana.
In un 1913 colmo di pioggia e superstizioni, la piccola Tina scompare e riappare illesa, attirandosi accuse di stregoneria. Rifugiata nei boschi del monte Pore, cresce seguendo la voce selvaggia della natura fino a divenire l’ultima lupa delle Dolomiti, custode di un mondo in frantumi.
Domenico, dodici anni, parte con il padre sulle tracce di un orso leggendario tra le Dolomiti. La caccia diventa un viaggio di formazione, dove affronta la forza della natura e scopre che la vera ferocia appartiene spesso agli uomini. Un romanzo intenso sulla crescita e sul legame tra padre e figlio.
"Il richiamo della montagna" è un libro prezioso per gli amanti della natura, che esplora la spiritualità montana e la simbiosi tra uomo e ambiente. Righetto invita a riscoprire la nostra umanità e a instaurare un rapporto di rispetto con la natura, denunciando le responsabilità umane e celebrando l'esperienza del camminare nei paesaggi montani.
Matteo Righetto racconta il suo legame viscerale con la montagna, rifugio dell’anima e simbolo di appartenenza. Tra boschi, vette e sentieri, descrive un “amore a prima vita” fatto di crescita e introspezione. Con foto e mappe, invita a scoprire la bellezza selvaggia e armoniosa della natura.
Ispirato al Cantico delle creature, Stefano Mancuso racconta come vento, sole, acqua e terra rendano possibile la vita. Solo l'amore, la cura e l'uso sobrio delle risorse, come insegnava san Francesco, possono garantire un futuro sostenibile e la sopravvivenza della nostra specie.
"Il richiamo della montagna" è un libro prezioso per gli amanti della natura, che esplora la spiritualità montana e la simbiosi tra uomo e ambiente. Righetto invita a riscoprire la nostra umanità e a instaurare un rapporto di rispetto con la natura, denunciando le responsabilità umane e celebrando l'esperienza del camminare nei paesaggi montani.
“Quota 1840” invita a scoprire luoghi unici tra sentieri poco battuti, rifugi accoglienti e tradizioni ladine, attraverso un viaggio che si vive ascoltando il vento e respirando il profumo del fieno, regalando emozioni e una nuova prospettiva sulla montagna.
A metà tra diario di viaggio e pamphlet filosofico, il "Piccolo trattato sull’immensità del mondo" raccoglie le impressioni, i pensieri e le avventure di Sylvain Tesson durante le sue molte peregrinazioni.
Nel 2011 il lupo Slavc migra dalla Slovenia alla Lessinia e dà origine a nuovi branchi. Seguendone le tracce, Weymouth racconta un’Europa cambiata, tra confini, caldo e populismi. Il lupo diventa simbolo di natura, paura e convivenza, narrato da studiosi, pastori e attivisti.
Polo Nord. Storia di un’ossessione è un libro su quel manipolo di visionari che ha inseguito un sogno magnifico e su un universo magico ma fragilissimo che sta mutando forse per sempre.
Dieci persone trovano nella montagna un aiuto per superare i propri disagi. Senza miracoli, ma con fatica e vette reali, Cassani mostra come il camminare possa diventare una terapia per vivere meglio.
Gli alberi medievali, spesso ignorati, sono stati fondamentali nella vita dell'epoca, simboli di socialità, economia e religione. Dalle quercie agli ulivi, raccontano storie di un Medioevo più complesso e vivo, sottolineando l'importanza delle piante anche oggi in un clima che cambia.
La convivenza tra esseri umani e animali selvatici rappresenta un tema cruciale: il ritorno del lupo in Italia e in Europa è un fenomeno che ci invita a riflettere sulla necessità di adattare le nostre prospettive e comportamenti in risposta alla crisi ambientale.
Un viaggio tra natura e ricordi, partendo dal Delta del Po e attraversando zone umide, valli e boschi. L'autore unisce geografia e emozioni, raccontando animali, personaggi e paesaggi con uno stile semplice e coinvolgente, trasmettendo passione e amore per la natura.
Un classico ritrovato che sa di wilderness autentica, di avventura e di un rapporto con la naturache va difesa e rispettata, senza il quale non abbiamo futuro
L’orso e noi di Matteo Zeni esplora il complesso rapporto tra esseri umani e natura, focalizzandosi sulla reintroduzione dell'orso bruno delle Alpi grazie all'interno del progetto Life Ursus. L'autore analizza il successo ecologico di questa iniziativa, ma anche le tensioni e i conflitti con le comunità locali. Attraverso casi emblematici come Daniza e KJ2, Zeni affronta questioni cruciali sulla convivenza sostenibile con gli orsi.
Maestri silenziosi non è infatti un libro sugli alberi. È una storia del mondo raccontata dal punto di vista degli alberi: di chi, muovendosi solo impercettibilmente, ha imparato a durare; e, nel tempo lungo della Terra, ha continuato silenziosamente a orientarne il destino.
Una giornata tipo nella foresta terapeutica e nel verde terapeutico negli spazi urbani, come elemento di riqualificazione delle aree pubbliche e come adattamento finalità terapeutiche del verde privato, dai giardini ai parchi, dai boschi di prossimità alle vere e proprie oasi dove praticare la terapia forestale e il forest bathing.