Autore: Henri Troyat; traduzione di Fabio Vasarri; con una nuova introduzione dell'autore
Edizioni Tararà
"Da tempo ero ossessionato dall'idea di descrivere lo scontro di due fratelli, uno buono e umile, l'altro autoritario e intransigente (...). Ma mi mancava la trama e lo sfondo (...). D'altra parte, ero stato impressionato dall'incidente dell'aereo Malabar-Princess, proveniente dall'India, che si era abbattuto, nel novembre 1950, sulle pendici del Monte Bianco. Nella mia mente non c'era nessun rapporto tra questo disastro aereo e i due fratelli, così diversi e che vivevano sotto lo stesso tetto. E poi, una notte, i due temi si incontrarono. Dico proprio 'una notte', perchè fu in uno stato intermedio tra veglia e sogno che costruii da cima a fondo la storia della Neve a lutto. In preda a una specie di allucinazione, che non ho mai più conosciuto, vissi i capitoli l'uno dopo l'altro, nella loro concatenazione, fino alla fine. (...) Mi sono imposto di non sacrificare la psicologia dei miei protagonisti al racconto dell'ascensione che intraprendono. L'essenziale, nella Neve a lutto, non è la neve, è il lutto." Così l'Accademico di Francia Henri Troyat riflette, a oltre cinquant'anni dalla prima pubblicazione, sul suo famoso romanzo La neige en deuil.
La collana 'di monte in monte' è lieta di presentarne la PRIMA EDIZIONE ITALIANA nella traduzione di Fabio Vasarri.
Nel 1956 dal testo di Troyat fu tratto anche un film di successo con Spencer Tracy e Robert Wagner.