Ripercorrere un sentiero, vivere sull’Alpe Pogallo. Una storia che abbraccia un secolo, partendo dai pionieri scalatori passando attraverso gli anni della Seconda Guerra Mondiale e dell’abbandono delle segherie fino ad arrivare ai nostri giorni.
Settembre 1917, una domenica mattina, in uno sperduto angolo delle alpi ossolane… “Ka-booooom.” L’eco di un moschetto volteggia fra il ticchettio delle gocce di pioggia e giunge a bussare ai muri di legno della baracca ai margini della piccola radura, dove il Boccalatte se ne sta raggomitolato fra le lenzuola di fustagno con la moglie Rina: “Porco mondo, non sarà mica iniziata la guerra?” “Signore Santissimo” esclama Rina inorridita. “Dino, ti sembra il modo di parlare? E poi, altro che guerra, saranno quei buoni a nulla dei tuoi compari bracconieri all’inseguimento di un camoscio, su al passo che porta dentro in Val Grande.” “No, no, Rina, con l’acqua a catinelle che cade da ieri sera, i camosci sono bei nascosti nelle loro tane. E poi, figurati se quegli straccioni dei fratelli Basso possono comprarsi un moschetto. Di solito, stendono talmente tante tagliole in giro per il bosco, che rischio di lasciarci tutte e due le gambe, ogni volta che salgo al passo. E se catturano qualche animale, lo sgozzano vivo, o lo lasciano lì a morire dissanguato.” Con fare circospetto, Dino si alza, un po’ claudicante, per l’umidità penetrata in profondità nelle sue ossa torte dai decenni spesi a correre dietro a capre e vacche smagrite sui pascoli di montagna, o appresso a qualche camoscio sulle creste, o a trascinare pesanti rami di faggio verso valle. Apre la porta cigolante, sbircia attraverso uno stretto spiraglio e… “Ka-booooom!” Un secondo colpo lo fa sobbalzare all’indietro ed inciampare sugli alari che sporgono dal camino...
Racconti delicati e meditati, ritratti di vita vissuta in profondità, sempre con la montagna come possibile via di salvezza Dario Bubola per Vividolomiti
Questo libro propone una visione: vivere in sintonia con ciò che cresce spontaneo, rallentare, sorprendersi del mistero delle cose semplici. Ferruccio Valentini, Fèro è un raccoglitore di erbe spontanee e vive la sua valle è scuola, mercato e farmacia: la natura come maestra, alchimia e libertà.
Il lupo affascina l’uomo da millenni: «animale della luce» per i pagani, creatura demoniaca per il cristianesimo, fino al “grosso lupo cattivo” di fiabe e leggende. In questo saggio, Bernard Marillier ne esplora i simboli tra miti nordici e classici, folklore, licantropia, alchimia e araldica.
Ispirato al Cantico delle creature, Stefano Mancuso racconta come vento, sole, acqua e terra rendano possibile la vita. Solo l'amore, la cura e l'uso sobrio delle risorse, come insegnava san Francesco, possono garantire un futuro sostenibile e la sopravvivenza della nostra specie.