Autori: Laura e Giorgio Aliprandi Editore: Priuli & Verlucca
Questo secondo volume affronta la tematica della cartografia specialistica delle Alpi, prendendo in considerazione lo studio settoriale dei grandi massicci dal Monviso al Monte Rosa. Per il Monviso, elemento cartografico caratteristico è il «Buco di Viso», primo traforo delle Alpi, terminato nel 1480. Questa galleria è raffigurata con immagini suggestive che ne fanno un unicum nella storia cartografica delle Alpi. Per i colli del Piccolo e del Gran San Bernardo, la cartografia dimostra come la loro importanza commerciale sia stata condizionata dagli eventi storici e documenta come i grandi colli lombardi – Sempione e Gottardo – abbiano spostato, a partire dal 1300, l’asse dei transiti per il Nord-Europa verso est, sminuendo l’importanza dei due colli storici valdostani. Il Monte Bianco ha una storia cartografica singolare in quanto, privo di colli importanti, viene individuato tardivamente dai cartografi con il nome attuale alla fine del 1700, mentre nel periodo successivo la sua presenza sulle carte è sempre più frequente. Per il Cervino si ripete la storia del Monte Bianco: dimenticato inizialmente dalla cartografia e confuso con il Monte Rosa o con il Colle del Teodulo, con il generico nome di Mons Silvius, solo all’inizio del 1700 venne scoperto dai cartografi che lo individuarono sulle mappe dandogli il nome attuale. Il Monte Rosa, dal punto di vista della cartografia storica, è forse il massiccio più interessante in quanto, sin dal Medioevo fu attraversato da numerosi itinerari che permettevano alle popolazioni del versante nord di comunicare facilmente con il versante sud. È il periodo delle migrazioni walser nelle valli a sud del Monte Rosa di cui la cartografia dà un’interessante testimonianza. Il gruppo del Gran Paradiso è stato il «gran dimenticato» dalla cartografia storica in quanto non era attraversato da importanti vie commerciali, non aveva importanza militare e confini internazionali e non rappresentava una zona interessante se non per la segnalazione delle miniere di ferro di Cogne. Il nome Gran Paradiso apparirà solo nel 1825 su una carta piemontese. Questo volume termina con l’elenco delle carte consultate (500) con le relative riproduzioni suddivise per nazioni e per gruppi montuosi. Questa catalogazione settoriale, che comprende anche alcune carte manoscritte, ha un fine pratico perché consente di individuare, tramite l’immagine riprodotta, le carte delle Grandi Alpi di cui non si abbiano elementi precisi di data e di autore.
Priuli & Verlucca
9788880687290
Scheda tecnica
Titolo
Le grandi Alpi nell'antica cartografia
Sottotitolo
Monviso. Piccolo San Bernardo. Gran San Bernardo. Monte Bianco. Cervino. Monte Rosa e i Walser. Gran Paradiso
The Alps in Panoramic Paintings, un libro di Tom Dauer, edito da Prestel. Queste straordinarie opere d'arte di mappe vintage, sia disegnate che dipinte a mano, catturano la bellezza delle Alpi in modo più efficace di qualsiasi fotocamera o computer.
In Alpi e santuari, Samuel Butler racconta i suoi viaggi tra Ticino, Piemonte e laghi lombardi, alla scoperta di villaggi alpini e Sacri Monti. Con sguardo curioso e moderno, osserva arte, tradizioni e vita quotidiana, offrendo un prezioso ritratto culturale delle terre alpine di fine Ottocento.
Il K2, “montagna perfetta” e “selvaggia”, è protagonista dell’impresa di due amici, Marco Majori e Federico Secchi, che nel 2024 tentano la prima discesa italiana con gli sci senza ossigeno. Tra rischio e introspezione, il libro racconta il confine sottile tra vita, sogno e sopravvivenza.
Il racconto di un viaggio in una delle regioni più affascianti d'Europa, e insieme una guida con un taglio molto personale e un apparato fotografico spettacolare.
“Il Cuore delle Dolomiti” è un viaggio fotografico che celebra la bellezza autentica delle Dolomiti. Le 86 immagini dell’autore, profondamente legato a queste montagne, evocano emozioni e consapevolezza, invitando a riscoprire il nostro legame con la Terra e a custodirne la vita.
Il volume racconta i Giochi invernali di Cortina 1956, prime Olimpiadi in Italia: rinascita e orgoglio nazionale che trasformarono Cortina in capitale degli sport invernali. Materiali inediti restituiscono atmosfera romantica, aneddoti e capacità organizzativa, ponte verso Milano-Cortina 2026.
Un libro fotografico che racconta un mondo non diverso da quello delle nostre montagne, come se volesse ricordarci che possiamo resistere al dominio della tecnologia e preservare una parte della nostra anima.