Autore: Elio Della Ferrera
editore: Bonazzi grafica
Alpi Orobie di Valtellina Una lunga dorsale di circa 60 chilometri fatta di quattordici vertebre - quante sono le valli principali - alcune delle quali coronate da quelli che sono fra i ghiacciai a più bassa quota di tutte le Alpi. Sono lo spartiacque tra le province di Sondrio e di Bergamo, un tempo tra lo Stato delle Tre Leghe e la Repubblica di Venezia. Un confine difficile, violato in maniera importante solo nel 1592 con la realizzazione della Strada Priula, lungo le valli Brembana e di Albaredo.
Si tratta di luoghi di incontro e confine tra specie animali e vegetali alpine, provenienti dalle alte vette Retiche a nord, e specie mediterranee, che arrivano sia dalla Pianura Padana risalendo le Prealpi Bergamasche a sud, sia dal Lago di Como.
Le terre che oggi costituiscono le Orobie sono migrate a questa latitudine partendo dall'equatore. Quando ancora le terre erano unite nel superconti-nente chiamato Pangea, si estendevano grandi lagune popolate da anfibi e rettili ancestrali che vi hanno lasciato le loro impronte, in seguito fossilizzate; poi pressioni lente quanto smisurate le hanno trasformate, nell'arco di 280 milioni di anni - un periodo talmente lungo che si fatica a comprendere -, in alte montagne popolate da galli cedroni, camosci e stambecchi. "Colonizzate dall'uomo in epoche molto più recenti, le Orobie racchiudono anche la storia di genti forgiate dalla fatica per vivere, e spesso sopravvivere, in ambienti difficili.
Oggi questi monti mostrano una natura sublime, perennemente in evolu-zione, ma minacciati dall'insolita rapidità dei cambiamenti climatici in atto.
Noi e il Parco delle Orobie Valtellinesi dobbiamo esserne attenti custodi.