Autore: Briccola, Brusadelli, Sallusti, Foto archivio storico Enzo Pifferi
Editore: Enzo Pifferi
Lago di Como, 4 giugno 1858
Ognora che si considera la bella Città adagiata sul margine del suo Lario e lo sguardo si spazia sulla azzurra conca delle sue acque alla quale fanno severa corona le Alpi Retiche degradanti in una scena di culti poggi, di case biancheggianti fra le amene verdure, di ville e di palagi, sorge vivo il desiderio di vedere raccolte e descritte in un sol quadro le meraviglie di che la natura e l’arte furon prodighe a questo bellissimo fra gli italici laghi, ammirazione dello straniero, amore e vanto dell’indigeno, delizia di ogni anima che ha l’intelligenza delle belle cose.
E quando poi si pensa che questo lago fu cantato da poeti fra cui Virgilio, fu celebrato da storici fra cui Paolo Giovio, fornì scene ai romanzieri fra cui Tommaso Grossi e il massimo Alessandro Manzoni, ispirò pittori e scultori insigni, albergò ed alberga sulle sue rive anche principi e regnanti stranieri, quando nella dolce stagione lo si vede corso e ricorso da battelli a vapore, da barche, da gondolette che versano sui punti più incantevoli delle sue sponde la folla di viaggiatori, dei villeggianti che traggono a ricrearsi fra tante soavità d’aure e di cielo, sorge spontanea la domanda: non potrebbe fra gli ozi beati trovar luogo un’ora di amena istruzione? non sarebbe più cara la vista e il soggiorno di quei luoghi quando si conoscessero le vicende di cui furono teatro, i monumenti e le memorie che serbano? non sarebbe gradito compagno un libro che senza l’eredità di una guida ci schierasse dinnanzi quanto può meritare l’attenzione dello scienziato, del pittore, del poeta; e non ne resterebbe più impressa, non ne terrebbe più soave la memoria?