Un viaggio, anzi, come direbbe l'autrice, un vagabondaggio tra le parole e i luoghi di quella donna complessa e straordinaria che fu Giovanna Zangrandi: montanara per scelta, insegnante. partigiana, alpinista fortissima e rifugista, scrittrice di talento fino a oggi ingiustamente dimenticata. Il lavoro accurato e appassionato di Anna Lina Molteni: approfondisce il contenuto delle opere di Zangrandi più conosciute e di quelle ormai quasi irrintracciabili, fruga in archivi che custodiscono lettere editoriali e personali, diari, racconti e articoli inediti mai pubblicati in volume. Il suo è un tentativo di superare la frammentazione e a volte il “travestimento letterario”, nel quale Giovanna Zangrandi mischia verità e finzione, realtà e fantasia, quando intreccia la sua vicenda personale con la storia dei suoi anni, in particolare quelli della Resistenza veneta (vero punto di snodo di tutta la sua vita)
Per conoscere Giovanna Zangrandi è però impossibile prescindere dai luoghi, in particolare le montagne del Cadore e d’Ampezzo. Da qui l’esigenza degli otto "vagabondaggi" di Anna Lina Molteni, scritti in prima persona e inseriti come un controcanto a distanza di più di mezzo secolo, tenendo conto degli inevitabili cambiamenti operati dal tempo. Un modo per entrare in contatto diretto con la Zangrandi e le sue storie, con un contesto fatto di bellezza, libertà e tanta fatica.
Un libro dedicato all'interessante testimonianza della Grande Guerra in Valdisotto, il Forte Venini, con una proposta di 7 itinerari di visita all'area.
Il volume rilegge gli eventi del 1915 in Valle Camonica e al Tonale tramite fonti d’archivio italiane e austriache, offrendo una versione in parte inedita delle operazioni e dei vertici militari. Descrive anche il grande sforzo logistico per la difesa e la vita delle truppe, corredato da 200 immagini d’epoca.
Sandro Delmastro, amico di Levi e capo partigiano ucciso dai fascisti, fu anche alpinista e ufficiale di Marina. Intellettuale e uomo d'azione, fu tra i leader della Resistenza a Torino. La sua figura unisce realtà e finzione, ispirando il personaggio di Levi nel "Sistema periodico".
Verbania, 1943. Il giovane Ubaldo Cavallasca, detto Cucciolo, sceglie la Resistenza e diventa protagonista della Banda "Cesare Battisti". Tra azioni armate e aiuti a prigionieri alleati ed ebrei in fuga, affronta la lotta fino al sacrificio nel rastrellamento della Val Grande.