Tredici storie, tredici donne, tredici montagne, o forse una sola.
Donne molto diverse tra loro accomunate però da almeno due cose: l’amore per la montagna e la capacità di seguire i propri sogni e le proprie passioni, accettando sfide e accantonando compromessi. Dopo aver raccontato l’universo femminile delle guide alpine, Chiara Todesco continua a indagare i mestieri delle donne nelle terre alte, muovendosi tra Alpi e e Appennini. C’è Eleonora, che abbandona il mondo del teatro per gestire un rifugio in Abruzzo; c’è Lotte, che a sessant’anni decide che quello che vuole è un roseto d’alta quota; c’è Roberta, che proprio non riesce a vivere in pianura… e tante altre. In un mondo in cui le donne devono sempre e ancora fare di più, dimostrare di più, lavorare di più dei colleghi uomini, spesso per essere riconosciute di meno, raccontare declinando al femminile un mondo che è stato soprattutto appannaggio degli uomini è più che mai attuale. Come scrive nella prefazione Irene Borgna: «…verrà il giorno in cui potremo godere di una raccolta di storie coraggiose e interessanti a prescindere dal genere, racconti di donne e uomini che sfidano le convenzioni e provano a inventarsi una vita che somigli ai loro sogni. Ma quel giorno non è oggi». E queste storie ci accompagnano a scoprire un mondo che non fa notizia, ma che scalda il cuore e profuma di resina.
Rosanna Cavallini racconta l’ambulantato femminile: donne tra fatica e ingegno, venditrici o lavoratrici itineranti come balie e ciòde. Tra storia e testimonianze, il libro restituisce voce a vite in cammino, simbolo di indipendenza e memoria collettiva.
La narrazione dell’autore ripercorre la storia del progetto e della realizzazione della capanna e dell’osservatorio sulla Punta Gnifetti del Monte Rosa dedicata alla Regina Margherita, proposta dai figli e dai nipoti di Quintino Sella durante l’Assemblea dei Delegati del Club Alpino Italiano nel 1889.
Più di cent’anni fa un giovane irrequieto partiva a piedi dal suo paese, Marradi, nell’Appennino tosco-romagnolo, per raggiungere il santuario della Verna, tenendone un diario che costituisce uno dei capitoli più interessanti dei Canti Orfici
L'epistolario tra Dino Formaggio e Antonia Pozzi, per la prima volta pubblicato in questo libro, testimonia dell'intesa «fortemente spirituale» che legò i due autori
Un libro che conserva la dimensione più segreta di Giovanna Zangrandi: il diario che comincia a tenere con regolarità quando l’uscita del suo primo romanzo per Mondadori le apre la strada della letteratura.
Nel cuore della Val Grana, i racconti sulle masche riflettevano paure, ruoli di genere e potere. Vivendo un anno a Chalancho, Marco Aime ne studia l’oralità come memoria e identità collettiva, oggi riletta con nostalgia e rigore come atto di resistenza comunitaria.