Tredici storie, tredici donne, tredici montagne, o forse una sola.
Donne molto diverse tra loro accomunate però da almeno due cose: l’amore per la montagna e la capacità di seguire i propri sogni e le proprie passioni, accettando sfide e accantonando compromessi. Dopo aver raccontato l’universo femminile delle guide alpine, Chiara Todesco continua a indagare i mestieri delle donne nelle terre alte, muovendosi tra Alpi e e Appennini. C’è Eleonora, che abbandona il mondo del teatro per gestire un rifugio in Abruzzo; c’è Lotte, che a sessant’anni decide che quello che vuole è un roseto d’alta quota; c’è Roberta, che proprio non riesce a vivere in pianura… e tante altre. In un mondo in cui le donne devono sempre e ancora fare di più, dimostrare di più, lavorare di più dei colleghi uomini, spesso per essere riconosciute di meno, raccontare declinando al femminile un mondo che è stato soprattutto appannaggio degli uomini è più che mai attuale. Come scrive nella prefazione Irene Borgna: «…verrà il giorno in cui potremo godere di una raccolta di storie coraggiose e interessanti a prescindere dal genere, racconti di donne e uomini che sfidano le convenzioni e provano a inventarsi una vita che somigli ai loro sogni. Ma quel giorno non è oggi». E queste storie ci accompagnano a scoprire un mondo che non fa notizia, ma che scalda il cuore e profuma di resina.
Anni di ricerca sul campo, di analisi comparata di costruzioni, distribuite geograficamente sull'intero arco delle Alpi e temporalmente lungo numerosi secoli...
L'epistolario tra Dino Formaggio e Antonia Pozzi, per la prima volta pubblicato in questo libro, testimonia dell'intesa «fortemente spirituale» che legò i due autori
La Marmolada, “Regina delle Dolomiti”, simbolo di modernità: contesa nella Grande Guerra, sfruttata per il turismo del boom economico e oggi segnata dal disastro del 2022. Da leggenda a monito, invita a riflettere sul futuro del ghiacciaio e sul nostro rapporto con la natura.
Un interessante volume che esplora la civiltà contadina tradizionale della Valle d'Aosta, in particolare attraverso le ricerche delle scolaresche di Ayas nel contesto del Concours Cerlogne. È affascinante come questo lavoro riesca a catturare le ultime testimonianze di un modo di vivere che stava scomparendo, mettendo in luce aspetti come il lavoro, le relazioni sociali e le tradizioni religiose.
Nino Chiovini, attraverso la contesa tra Cossogno e Malesco per i pascoli della Val Portaiola, esplora la "storia lunga" della Valgrande. Dopo la sua esperienza come storico della Resistenza, Chiovini ricostruisce la civiltà alpina, evidenziando l'unità culturale delle genti valgrandine fino al Novecento. La sua ricerca, inizialmente focalizzata su un'antica guerra tra poveri, diventa un'opera fondamentale, trasformando la Valgrande in un teatro di vite umane e non solo in un paesaggio naturale.
Il libro presenta i risultati della moderna ricerca storica su tre insediamenti Walser in Valle Antigorio: Salecchio, Agaro, Ausone, abbandonati come insediamenti stabili.