«Il turismo è un eterno dilemma. Le sue contraddizioni, la sua natura ambivalente, la sua prepotenza rappresentano una sfida. È tanto facile maledirlo, quanto difficile rendergli giustizia. Il presente libro è un tentativo di cingerlo d’assedio.» (Selma Mahlknecht) «Il messaggio forte di Selma Mahlknecht è riassumibile nella rinuncia alla vacanza e alle sue retoriche consumistiche, da sostituire con relazioni di comunità dotate di senso. Sembra un’utopia, ma le utopie sono diventate sovente realtà. Non rimane, a questo punto, che caldeggiare una proposta lungimirante e umana fino all’inverosimile.» (Annibale Salsa)
Godersi le escursioni, il silenzio della natura, la salita alle vette: sarebbe bello, se non ci fossero turisti ovunque! Dopo lo choc collettivo della pandemia, il turismo di massa – vera e propria “industria” di questo primo quarto di secolo, per investimento di capitali e posti di lavoro che genera – è tornato a plasmare non solo le destinazioni classiche o esotiche, ma anche le regioni alpine e i loro delicati equilibri naturali. Il fenomeno globale dell’overtourism, del resto, ha accelerato un processo apparentemente irreversibile: la messa in scena di un “falso autentico” per un immaginario sempre più stereotipato e condizionato dalla sua riproducibilità fotografica, lo sfruttamento indiscriminato di risorse e di manodopera perlopiù straniera, l’antropizzazione selvaggia e priva di barriere. È soprattutto nel turismo di montagna che si riflettono le trasformazioni della società occidentale, nonché l’odierna logica del turboconsumo e i suoi meccanismi di alienazione individuale e sociale. In un simile contesto, come può essere declinato in modo etico e sostenibile l’insaziabile desiderio umano di viaggiare, la perenne nostalgia di un altrove? Selma Mahlknecht ci offre un’analisi lucida, ironica, a tratti impietosa, di un tema di stringente attualità, sviscerandone le più profonde incoerenze e certe paradossali implicazioni. Un tema che riguarda il nostro stesso stile di vita, il presente e il futuro di tutti noi.
Edizioni Alphabeta Verlag
9788872234273
Scheda tecnica
Titolo
All intrusive. La montagna tra nostalgie e disillusioni turistiche
“Andare lontano” è un viaggio interiore prima che fisico: l’autore narra cinque brevi esperienze in cui i sensi e le emozioni guidano il cammino. Conta l’intensità, non la distanza. Lo zaino diventa simbolo del bagaglio emotivo che raccoglie ricordi, paure, gioie e spiritualità.
"La libertà dell'inutile" esplora l'arrampicata, un'attività che risveglia sensazioni, emozioni e istinti sopiti, offrendo libertà e sfida a chi osa salire. Un viaggio tra storia, emozioni e la voglia di superare i limiti, per chi si avvicina o già ama il mondo verticale.
Matteo Righetto racconta il suo legame viscerale con la montagna, rifugio dell’anima e simbolo di appartenenza. Tra boschi, vette e sentieri, descrive un “amore a prima vita” fatto di crescita e introspezione. Con foto e mappe, invita a scoprire la bellezza selvaggia e armoniosa della natura.
In "Uomini, montagne, libri", Attilio Pasetto analizza la letteratura di vetta (da Buzzati a Cognetti), elevando la montagna a luogo di formazione morale. Il saggio intreccia i testi con le critiche attuali a consumismo, turismo di massa, degrado ambientale e spopolamento dei territori d'alta quota.
Enrico Brizzi ci racconta la storia di un uomo e della sua fascinazione per l'antica pratica del viaggiare a piedi, dall'incerto apprendistato sulle orme della madre alle prime avventure fra amici, sino ai grandi pellegrinaggi verso Roma, Gerusalemme e Santiago, e a viaggi lunghi una stagione intera fra le Alpi e la Sicilia.
Lo zaino essenziale del CAI è un simbolo di conoscenza e preparazione per l’escursionismo, contenente strumenti e insegnamenti fondamentali per vivere la montagna in modo sicuro e consapevole, affrontando sfide e scoprendo il suo patrimonio naturale.