«Il turismo è un eterno dilemma. Le sue contraddizioni, la sua natura ambivalente, la sua prepotenza rappresentano una sfida. È tanto facile maledirlo, quanto difficile rendergli giustizia. Il presente libro è un tentativo di cingerlo d’assedio.» (Selma Mahlknecht) «Il messaggio forte di Selma Mahlknecht è riassumibile nella rinuncia alla vacanza e alle sue retoriche consumistiche, da sostituire con relazioni di comunità dotate di senso. Sembra un’utopia, ma le utopie sono diventate sovente realtà. Non rimane, a questo punto, che caldeggiare una proposta lungimirante e umana fino all’inverosimile.» (Annibale Salsa)
Godersi le escursioni, il silenzio della natura, la salita alle vette: sarebbe bello, se non ci fossero turisti ovunque! Dopo lo choc collettivo della pandemia, il turismo di massa – vera e propria “industria” di questo primo quarto di secolo, per investimento di capitali e posti di lavoro che genera – è tornato a plasmare non solo le destinazioni classiche o esotiche, ma anche le regioni alpine e i loro delicati equilibri naturali. Il fenomeno globale dell’overtourism, del resto, ha accelerato un processo apparentemente irreversibile: la messa in scena di un “falso autentico” per un immaginario sempre più stereotipato e condizionato dalla sua riproducibilità fotografica, lo sfruttamento indiscriminato di risorse e di manodopera perlopiù straniera, l’antropizzazione selvaggia e priva di barriere. È soprattutto nel turismo di montagna che si riflettono le trasformazioni della società occidentale, nonché l’odierna logica del turboconsumo e i suoi meccanismi di alienazione individuale e sociale. In un simile contesto, come può essere declinato in modo etico e sostenibile l’insaziabile desiderio umano di viaggiare, la perenne nostalgia di un altrove? Selma Mahlknecht ci offre un’analisi lucida, ironica, a tratti impietosa, di un tema di stringente attualità, sviscerandone le più profonde incoerenze e certe paradossali implicazioni. Un tema che riguarda il nostro stesso stile di vita, il presente e il futuro di tutti noi.
Edizioni Alphabeta Verlag
9788872234273
Scheda tecnica
Titolo
All intrusive. La montagna tra nostalgie e disillusioni turistiche
"L’arte gentile di camminare" di Stephen Graham, inedito in Italia, è una guida che invita a scoprire il mondo a piedi, lontano dalle comodità. Esplora abbigliamento, attrezzatura e riflessioni sul camminare come connessione alla libertà. Un invito a uscire e scoprire se stessi, perché "camminando si conquista la felicità".
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“Andare lontano” è un viaggio interiore prima che fisico: l’autore narra cinque brevi esperienze in cui i sensi e le emozioni guidano il cammino. Conta l’intensità, non la distanza. Lo zaino diventa simbolo del bagaglio emotivo che raccoglie ricordi, paure, gioie e spiritualità.
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Dopo l’abbandono delle terre alte, le montagne tornano ad attrarre: upper class in cerca di lusso, ceti medi in cerca di nuova vita e under class che affronta lavori duri. Da casi reali emerge una galleria sorprendente: per tutti la montagna diventa occasione e, forse, utopia.