Autore: Michel Pastoureau Editore: Ponte alle grazie
Il lupo è da sempre la star del «bestiario centrale» nell’immaginario europeo: un repertorio di specie e caratteri animali, spesso metafore di qualità umane, da cui nei secoli sono scaturiti centinaia di miti, racconti e leggende. Si va dalla mitologia classica, dalla celebre leggenda romana della lupa che allevò Romolo e Remo, fino al pantheon nordico: storie che parlano di carneficine, metamorfosi e lupi mannari e che riflettono la paura verso questa fiera capace di distruggere animali e coltivazioni. Si passa poi ai bestiari medievali, che raffigurano il lupo come animale totalmente negativo, a tratti incapace di nuocere e persino dotato di aspetti ridicoli, come avviene nel Romanzo di Renart. La paura del lupo torna poi nell’epoca moderna, riflettendosi nelle cronache e nei racconti del folclore popolare, che parlano di lupi rabbiosi e di aggressioni non solo a bestie, ma anche a uomini, donne e bambini. Lo strano caso della Bestia del Gévaudan (1765-1767), che imperversava nelle campagne della Francia sgozzando senza pietà animali e pastori, rappresenta il culmine di questa fobia del lupo. Nel XX secolo la letteratura, i cartoni animati e i libri per bambini finiscono per trasformare quel cattivone del lupo in un animale quasi capace di suscitare tenerezza, o quantomeno compassione. Finché oggi solo i toponimi, i proverbi e qualche antica leggenda ancora sopravvissuta conservano il ricordo di questa bestia crudele e vorace, tanto a lungo temuta.
Il Monte Bianco, imponente regno di roccia e ghiaccio, è da oltre due secoli meta di grandi imprese alpinistiche. Il volume narra le gesta di Whymper, Cassin e Bonatti, tra vette oltre i 4000 metri, raccontando la storia e il fascino di luoghi iconici e del rapporto tra uomo e natura.
Diari, articoli, lettere e foto ripercorrono la storia alpinistica di Cosimo Zappelli, dagli anni ’60 agli ’80: da Viareggio alle vette d’Europa e mondo, nuove vie con Bonatti e Bertone. Guida a Courmayeur, scala Alpi, Africa, Alaska, Ande, Cina, Caucaso e Himalaya in una carriera di alto livello ma vissuta con sobrietà.
In 19 giorni Kilian Jornet ha scalato tutti gli 82 Quattromila delle Alpi, affrontando fatica, maltempo e gli effetti del cambiamento climatico. Tra solitudine e amicizia, albe e notti in quota, racconta una sfida estrema e interiore, alla ricerca dei propri limiti e motivazioni più profonde.
Il K2, “montagna perfetta” e “selvaggia”, è protagonista dell’impresa di due amici, Marco Majori e Federico Secchi, che nel 2024 tentano la prima discesa italiana con gli sci senza ossigeno. Tra rischio e introspezione, il libro racconta il confine sottile tra vita, sogno e sopravvivenza.