Migrazioni verticali. La montagna ci salverà?

Autore: Andrea Membretti, Filippo Barbera, Gianni Tartari - Editore: Donzelli

17,00 €

La montagna è vista sempre più come un’opportunità di vita, oggi la pressione posta dal cambiamento climatico sulle città bollenti e inquinate fa emergere con più evidenza una diffusa aspirazione a trasferirsi nelle terre alte

Quantità
Add to wishlist

Guarantee safe & secure checkout

Autore: A cura di Andrea Membretti, Filippo Barbera, Gianni Tartari
Donzelli editore

Non crediamo che la montagna ci salverà, a meno che prima non si salvi la montagna con i suoi boschi, pascoli, luoghi, comunità di persone, tradizioni culturali, economie, diversità umana ed ecosistemica. La montagna è vista sempre più come un’opportunità di vita, un’alternativa tutto sommato vicina, da quanti desiderano abbandonare le metropoli, soffocate dagli effetti dell’iper agglomerazione sociale e produttiva. Il movimento dei «montanari per scelta» ha tracciato la pista, seguito dalla crisi pandemica e dalla diffusione dello smart working: oggi la pressione posta dal cambiamento climatico sulle città bollenti e inquinate fa emergere con più evidenza una diffusa aspirazione a trasferirsi nelle terre alte, che sia in modo permanente o per lunghi periodi all’anno. La verticalità entra così in queste forme di nuova mobilità umana, che possiamo ricondurre alla categoria più ampia delle migrazioni: chi sono dunque, e chi saranno nel prossimo futuro, i «migranti verticali»? Con un approccio transdisciplinare – dalla sociologia alla climatologia, alla geografia economica e alle scienze ambientali – e sulla base di dati scientifici originali, questo volume collettivo prova a tracciare un profilo delle diverse categorie di persone spinte verso la montagna da un insieme di fattori, tra i quali gli effetti dei mutamenti climatici nelle grandi città iniziano a rivestire un ruolo importante, a livello di immaginari come di progettualità concrete. Se la montagna attira nuovi abitanti, al tempo stesso si va però fragilizzando: frane, eventi estremi, abbandono dei terreni, siccità, invecchiamento delle popolazioni locali. Il clima che cambia espone a nuovi rischi proprio quei luoghi a lungo dimenticati e di cui sono rimasti in pochi a prendersi cura. La montagna non ci salverà, dunque, a meno che prima le città non la aiutino a salvare se stessa, a ritrovare il suo ruolo in un rapporto paritario ed ecosistemico con la pianura, dentro nuove forme di equilibrio, necessariamente metromontano.

Donzelli
9788855225830

Scheda tecnica

Titolo
Migrazioni verticali. La montagna ci salverà?
Autore
Andrea Membretti, Filippo Barbera, Gianni Tartari
Editore
Donzelli
Edizione
2024
Pagine
200
Dimensioni
12 x 17 cm
Formato
Brossura

Potrebbe anche piacerti

Voglia di restare

19,00 €
DISPONIBILE

Voglia di restare, Indagine sui giovani nell’Italia dei paesi, un libro a cura di Membretti, Leone, Lucatelli, Donzelli editore. Acquista ora

16 altri prodotti della stessa categoria:

DISPONIBILE

«Il turismo è un eterno dilemma. Le sue contraddizioni, la sua natura ambivalente, la sua prepotenza rappresentano una sfida. È tanto facile maledirlo, quanto difficile rendergli giustizia. Il presente libro è un tentativo di cingerlo d’assedio.»
(Selma Mahlknecht)
«Il messaggio forte di Selma Mahlknecht è riassumibile nella rinuncia alla vacanza e alle sue retoriche consumistiche, da sostituire con relazioni di comunità dotate di senso. Sembra un’utopia, ma le utopie sono diventate sovente realtà. Non rimane, a questo punto, che caldeggiare una proposta lungimirante e umana fino all’inverosimile.»
(Annibale Salsa)

L'etica dell'alpinismo
  • non disponibile

L'etica dell'alpinismo

10,00 €
NON DISPONIBILE

L'etica dell'alpinismo, un libro scritto da Dalla Porta Xidias Spiro, edito da CAI, Club Alpino Italiano. Acquista ora

 
 
La pratica del selvatico
  • non disponibile

La pratica del selvatico

18,00 €
NON DISPONIBILE

Gary Snyder vede la wilderness come una dimensione interiore e un modo di essere, invitandoci a riscoprire il nostro legame con la natura e il Tutto, come atto di resistenza, cura e consapevolezza.