“…Leni Riefenstahl fu l’unica donna al centro di una delle più audaci e capaci troupe cinematografiche mai viste al mondo." Nata nel 1902 a Berlino, fu una delle poche registe tedesche dei primi del Novecento. È nota per la propaganda nazista, ma il suo lavoro nel cinema di montagna è di grande rilievo.
Tra le poche registe della Germania nei primi anni del Novecento, spicca prepotente il nome di Helene Bertha Amalie Riefenstahl, detta Leni. Nata nel 1902 a Berlino, fu avviata alla carriera artistica dalla madre. Studiò all’Accademia delle Belle Arti di Berlino e lavorò come danzatrice nei più importanti teatri europei finché, nel 1924, un incidente la obbligò a un periodo di riposo forzato. Fu in questo frangente che si avvicinò al cinema e alla montagna, prima come attrice, in seguito anche come regista e produttrice. Noto è il suo essersi prestata alla propaganda nazista – Il trionfo della volontà e Olympia ne sono l’espressione – un’ideologia in cui rispecchiava quella ricerca della bellezza inebriante che caratterizzò tutta la sua vita. Ai tempi di questo libro, però, Leni è agli esordi come attrice e il Bergfilm esprime se stesso a livelli altissimi, con attori e tecnici che corrono rischi non dissimili da quelli degli alpinisti dell’epoca. Produzioni come L’inferno bianco del Piz Palù e La montagna dell’amore sono tra le sue più celebri interpretazioni.
Tradotto per la prima volta in Italiano da Maria Antonia Sironi e Paolo Ascenzi, il libro è un importante documento della cinematografia di montagna dell’epoca e della vita di una delle sue più discusse protagoniste.
Enrico Camanni, alpinista e profondo conoscitore della montagna e dello spirito che la anima, racconta con stile elettrico, appassionato e struggente gli ultimi anni dell'iconico scalatore Gary Hemming, maudit ispirato e irrequieto, figura imprescindibile nella storia dell'arrampicata moderna ma anche e soprattutto amico fragile capace di incarnare una filosofia ecologica della scalata, rivoluzionaria e ancora attualissima.
Mick Conefrey racconta la vita di George Mallory, alpinista leggendario scomparso sull’Everest nel 1924. Tra miti e realtà, analizza il suo coraggio, il carattere e le motivazioni che lo spinsero a sfidare i limiti umani, anche dopo aver criticato le tecnologie come l’ossigeno.
(...) La cima, se non è una storia da raccontare si dimentica, infatti pensateci bene: di tutte le cime che avete salito vi ricordate solo di quelle in cui è successa una storia (...)