Con Il tesoro della Val Grande, Beppe Codini pubblica il suo quarto libro per Alberti Libraio Editore. Dopo essersi occupato di esperienze realmente accadute con il libro precedente (Tragedie di Val Grande, Alberti Libraio Editore, aprile 2017), Codini torna alla narrativa di finzione con un libro che racchiude due racconti distinti: L’oro della Valfredda e Gli smeraldi del Pizzo Marcio. Tesori nascosti tra le pieghe di una montagna impervia e selvaggia uniscono due uomini e due donne in frenetici inseguimenti al termine dei quali riusciranno a scoprire nuovi e più apprezzabili valori delle loro vite. Giuseppe Codini è nato nel 1947, è torinese di nascita e novarese di adozione e da sempre vespolatese di origine. Per quasi quarant’anni ha svolto la professione di ingegnere. Si è anche occupato di volontariato in Africa e Asia, costruendo case, acquedotti e ospedali per organizzazioni umanitarie; e più recentemente è diventato soccorritore abilitato per la Croce Rossa Italiana a Novara. Giramondo per lavoro prima e per passione poi, è appassionato di montagna e innamorato della Val Grande, sia per la sua bellezza che per la sua storia e le sue genti. Racconta e scrive per desiderio personale, come un vecchio sogno sopito da tempo e che ora riemerge dalle brume dei ricordi. Con Alberti Libraio Editore ha pubblicato La signora del Nibbio (2016), Una misteriosa morte in Val Grande (2016) e Tragedie di Val Grande (2017).
L'inverno della Lepre Nera è un romanzo su una relazione madre-figlia e su un amore malato e violento ed è una coraggiosa meditazione sulla vita di montagna con i suoi aspetti incantati ma anche con le sue chiusure e le sue asprezze. Ma, soprattutto, è un racconto aperto al potere della magia, che consegna anche a noi la saggezza della Lepre Nera: nel momento più buio dell'inverno bisogna saper annusare l'aria, trovare il sud e ricominciare a correre verso la primavera.
A sessant’anni dal disastro del Vajont, Il saldatore del Vajont intreccia memoria personale e tragedia collettiva. Una visita alla diga riaccende ricordi di lavoro, fabbrica e vita contadina, raccontando l’epica industriale italiana spezzata in pochi minuti dalla catastrofe.
Un romanzo d’esordio crudo e poetico. Ambientato nel Tirolo meridionale il libro racconta di una terra contesa che si dibatte tra fragili confini e desiderio di appartenenza.