Etna luogo fisico, con la sua natura aspra e potente, ma anche luogo mentale, spirituale; spazio della Terra e della memoria che racchiude tutta la vita di chi è nato e cresciuto sotto la sua ombra. Così la racconta Leonardo Caffo attraverso uno scambio epistolare tra l’Uomo-filosofo e la Montagna di fuoco, che è un primo passo nella costruzione di quella ‘psicofisiologia degli ecosistemi’ ipotizzata da Sylvain Tesson. ‘Cara Etna’ è l’incipit di ogni lettera-capitolo, ma anche il saluto al padre vulcanologo, alla famiglia, agli amici d’infanzia, agli incontri, alle passeggiate, alle escursioni. Le storie, di oggi e di ieri, scritte sul paesaggio, sulla lava e sulle case. Ma, soprattutto, ‘Cara Etna’ è un’idea di montagna che comprende tutto: c’è «la trasformazione della vita specializzata in nuda vita, quella da persone a forme di vita semplici. C’è la vita come gioco che abbiamo lasciato indietro, la vita come sentiero di montagna dove l’obiettivo e il percorso sono solo due modi di dire la stessa cosa». Nella Montagna di fuoco si intreccia una passione per il vulcano che unisce un padre e un figlio. E se il padre, il vulcanologo Salvatore Caffo, ne racconta con chiarezza la storia e l’essenza, il figlio, filosofo, ne tratteggia lo spirito, che informa di sé il paesaggio tutto e gli uomini etnei.
Un alpinista himalayano, un corridore motociclista, un velista oceanico. Silvio Mondinelli, Mattia Pasini, Vittorio Malingri. In comune l'amore per uno sport pericoloso.
Un noir ruvido ambientato tra valli e montagne piemontesi. Cesare, ex passeur isolato con la lupa Micol, trova Fausto ucciso. La polizia lo crede legato al traffico di clandestini, ma Cesare decide di indagare, riscoprendo tradimenti oscuri, segreti taciuti e un mondo di traffici illeciti. Un giallo che esplora legami e inganni di una comunità montana.
Ritroviamo, nello scenario apparentemente arcaico di questo romanzo, i paradossi socioculturali che caratterizzano la situazione odierna della civiltà postmoderna in bilico tra progresso e salvaguardia del paesaggio e dei valori locali. Meinrad Inglin per Tararà
Tra le Dolomiti pre-industriali, Cristoforo torna dalle miniere e diventa taglialegna. Nel bosco scopre un antico faggio avvolto da leggende e paure. Quando dovrà scegliere il suo destino, capirà che il futuro della comunità dipende anche dal rapporto tra uomo e natura.
La neve, per Zovi, è memoria e amore antico: dall’infanzia ad Asiago alle esplorazioni alpine, dai boschi di casa ai ghiacciai del mondo. Tra ricordi, leggende e scienza, racconta un paesaggio fragile che scompare.
La storia è ambientata in un paesino di montagna, dove realtà e leggenda si mescolano. Silvia e Luca, i protagonisti, si trovano a dover affrontare un mistero legato a scomparse avvenute negli anni Venti, il che aggiunge un elemento di suspense alla loro avventura.
Ispirato al Cantico delle creature, Stefano Mancuso racconta come vento, sole, acqua e terra rendano possibile la vita. Solo l'amore, la cura e l'uso sobrio delle risorse, come insegnava san Francesco, possono garantire un futuro sostenibile e la sopravvivenza della nostra specie.