Etna luogo fisico, con la sua natura aspra e potente, ma anche luogo mentale, spirituale; spazio della Terra e della memoria che racchiude tutta la vita di chi è nato e cresciuto sotto la sua ombra. Così la racconta Leonardo Caffo attraverso uno scambio epistolare tra l’Uomo-filosofo e la Montagna di fuoco, che è un primo passo nella costruzione di quella ‘psicofisiologia degli ecosistemi’ ipotizzata da Sylvain Tesson. ‘Cara Etna’ è l’incipit di ogni lettera-capitolo, ma anche il saluto al padre vulcanologo, alla famiglia, agli amici d’infanzia, agli incontri, alle passeggiate, alle escursioni. Le storie, di oggi e di ieri, scritte sul paesaggio, sulla lava e sulle case. Ma, soprattutto, ‘Cara Etna’ è un’idea di montagna che comprende tutto: c’è «la trasformazione della vita specializzata in nuda vita, quella da persone a forme di vita semplici. C’è la vita come gioco che abbiamo lasciato indietro, la vita come sentiero di montagna dove l’obiettivo e il percorso sono solo due modi di dire la stessa cosa». Nella Montagna di fuoco si intreccia una passione per il vulcano che unisce un padre e un figlio. E se il padre, il vulcanologo Salvatore Caffo, ne racconta con chiarezza la storia e l’essenza, il figlio, filosofo, ne tratteggia lo spirito, che informa di sé il paesaggio tutto e gli uomini etnei.
Il romanzo di Arno Camenisch ritrae il mondo di una valle alpina grigionese che va scomparendo, ma fino a quando Margrit e Rosa-Maria resteranno a gestire il piccolo chiosco e la pompa di benzina quel mondo rimarrà bello e luminoso.
Arno Camenisch per Keller editore
ANNI D'ORO HA VINTO IL PREMIO ITAS DEL LIBRO DI MONTAGNA 2024
Valentina Tamborra condivide storie intime di guerra, pace, povertà e amore da tutto il mondo, rivelando l'umanità fragile e innocente tra speranze e sofferenze lungo i confini confini. Con un testo di Helena Janeczek.
Il sogno dell'animo umano di tornare al paradiso si evolve con la storia. Thoreau, nel suo saggio "Camminare" del 1862, vede nella natura selvaggia la vera patria dell'uomo e nel camminare un percorso di libertà e salvezza spirituale, un viaggio interiore verso la purezza divina.
La storia di Slavc, lupo solitario nelle Alpi orientali, diventa simbolo del ritorno della specie in terre che l’avevano perduta. Il suo cammino tra boschi e pascoli riapre antiche paure e tensioni culturali, mostrando la fragile convivenza tra natura selvaggia e comunità umane.