Autore: Annibale Salsa, prefazione Marco Albino Ferrari Editore: Ponte alle grazie
«Sono partito là dove nascono le Alpi, al confine tra Piemonte e Liguria, in un luogo familiare, circondato da gente a me conosciuta, più di sessant’anni fa. Sono partito con un piccolo zaino, otto mucche e l’idea che raggiungere la montagna avrebbe significato conquistare il mondo». La montagna, per quel bambino di nome Annibale Salsa, ha la forma di un alpeggio e si chiama Conca del Prel. Lassù trascorre la prima di tante estati in compagnia dei malgari e dei ritmi sempre uguali della mungitura, del pascolo delle bovine, dei pasti consumati nel silenzio di un prato o la sera davanti al fuoco. Impara come nascono formaggi che danno il loro nome a vallate e montagne; prova paure ancestrali — quella del temporale più di tutte — e sente crescere dentro di sé il legame con un mondo che diventerà il centro della sua vita e della sua professione di antropologo. In questo libro Salsa è prodigo di informazioni e notizie preziose su tutto quanto costituisce, nella varietà di espressioni che assume nell’arco alpino, il patrimonio di saperi e di storie che ruota attorno al mondo dell’alpeggio. Ma a renderne davvero toccante la lettura è l’emozione profonda che lo percorre. C’è una prima volta per salire e una prima volta per scendere...o forse per non scendere mai più: «Ho vissuto il primo ritorno patendola stretta feroce della nostalgia, un sentimento nuovo per il bambino che ero. Ma poi, solo ora posso dirlo veramente, non mi sono più fermato. In un certo senso, non sono mai tornato dalla Conca del Prel».
Dietro l’apparenza di cinque vite perfette mostrate dietro lo schermo, si nascondono segreti, bugie e passione. È l’inizio di un’indagine ricca di colpi di scena da cui nessuno è escluso Anselmo Prestini per Cairo
Un alpinista himalayano, un corridore motociclista, un velista oceanico. Silvio Mondinelli, Mattia Pasini, Vittorio Malingri. In comune l'amore per uno sport pericoloso.
Primo Levi amava la montagna come passione sincera e salvifica, vissuta con amici durante gli studi. Pietro Lacasella ripercorre i luoghi e le avventure di Levi, scoprendo un lato meno noto di lui, tra deduzioni e ricordi di un viaggio che si conclude con l’arrivo delle giornate più corte.