Autore: Annibale Salsa, prefazione Marco Albino Ferrari Editore: Ponte alle grazie
«Sono partito là dove nascono le Alpi, al confine tra Piemonte e Liguria, in un luogo familiare, circondato da gente a me conosciuta, più di sessant’anni fa. Sono partito con un piccolo zaino, otto mucche e l’idea che raggiungere la montagna avrebbe significato conquistare il mondo». La montagna, per quel bambino di nome Annibale Salsa, ha la forma di un alpeggio e si chiama Conca del Prel. Lassù trascorre la prima di tante estati in compagnia dei malgari e dei ritmi sempre uguali della mungitura, del pascolo delle bovine, dei pasti consumati nel silenzio di un prato o la sera davanti al fuoco. Impara come nascono formaggi che danno il loro nome a vallate e montagne; prova paure ancestrali — quella del temporale più di tutte — e sente crescere dentro di sé il legame con un mondo che diventerà il centro della sua vita e della sua professione di antropologo. In questo libro Salsa è prodigo di informazioni e notizie preziose su tutto quanto costituisce, nella varietà di espressioni che assume nell’arco alpino, il patrimonio di saperi e di storie che ruota attorno al mondo dell’alpeggio. Ma a renderne davvero toccante la lettura è l’emozione profonda che lo percorre. C’è una prima volta per salire e una prima volta per scendere...o forse per non scendere mai più: «Ho vissuto il primo ritorno patendola stretta feroce della nostalgia, un sentimento nuovo per il bambino che ero. Ma poi, solo ora posso dirlo veramente, non mi sono più fermato. In un certo senso, non sono mai tornato dalla Conca del Prel».
In primavera, padre e figlio camminano nei boschi all’alba, pronti l'uno a trasmettere e l'altro a ricevere l’eredità brutale della vita nella natura, mentre il gallo forcello si svela e si avvicina alla morte.
Negli anni Cinquanta, Abercrombie Lewker, attore e detective dilettante, partecipa a un raduno al Dinas Cromlech. Quando uno scalatore viene trovato morto, in un apparente suicidio, Lewker sospetta un omicidio. Tra amicizie e segreti, dovrà scegliere se accettare la versione ufficiale o cercare una verità scomoda.
Un libro che conserva la dimensione più segreta di Giovanna Zangrandi: il diario che comincia a tenere con regolarità quando l’uscita del suo primo romanzo per Mondadori le apre la strada della letteratura.
La storia di Slavc, lupo solitario nelle Alpi orientali, diventa simbolo del ritorno della specie in terre che l’avevano perduta. Il suo cammino tra boschi e pascoli riapre antiche paure e tensioni culturali, mostrando la fragile convivenza tra natura selvaggia e comunità umane.
L’opera di Giovanna Zangrandi, pseudonimo di Alma Bevilacqua, racconta la sua trasformazione tra le montagne del Cadore e la Resistenza. Il suo romanzo più importante, I Brusaz, vincitore del Premio Deledda, narra di montagna, povertà, solidarietà femminile e la figura forte di Sabina.