Autore: Caterina Soffici Editore: Ponte alle grazie
C’è chi va in montagna in cerca del midollo della vita, per sfuggire ai propri fantasmi e alle ansie metropolitane, e chi – come l’autrice – ci si trova per caso. Sognava il caldo, il mare e le spiagge del Mediterraneo, ma un accadimento l’ha portata in una baita sulle Alpi, a 1700 metri; in un borgo sotto il ghiacciaio del Monte Rosa. Lì ha scoperto – grazie a un gregge di caprette, un branco di lupi, un’aquila, e alcuni personaggi che sembrano usciti da una favola – che si può condurre una vita più semplice e trovare (forse) la felicità nelle piccole cose. Basta poco per cambiare ritmo e vivere come i cittadini hanno dimenticato: camminare, respirare, spaccare la legna, spalare la neve, fare yoga o stare semplicemente seduti su un masso caldo di sole. Lì ha scoperto che non è necessario correre per raggiungere la cima, perché il vero scopo non è arrivare sempre più in alto, ma riappropriarsi di un tempo antico e dilatato. Più facile se lo fai con un cielo blu sopra la testa e dentro il cuore. Blu come sono le montagne in lontananza. Blu come le sfumature dell’acqua del mare: il colore della vastità, dell’incontenibile e del desiderio. Un diario di montagna che è anche e soprattutto molto altro, uno sguardo intelligente, poetico, dolce, ironico e disincantato.
CATERINA SOFFICI è nata a Firenze. Vive tra Londra e un paese sulle Alpi della Valle d’Aosta. Ha un marito, due figli e un cane. È editorialista de La Stampa, collabora con TuttoLibri e altri giornali. Crede nel potere delle parole di cambiare il mondo e per questo tiene corsi di scrittura al Ministry of Stories, il laboratorio di East London per bambini e ragazzi di ambienti svantaggiati, dove si lavora sulla creatività, il racconto e la memoria. Per Feltrinelli ha pubblicato Ma le donne no (2010), Italia yes Italia no (2014), Nessuno può fermarmi (2017) e Quello che possiedi (2021).
Fritz Bergundthal, cinquantenne appassionato di ferrovie, raggiunge il San Gottardo per fotografare locomotive memorabili. Ma tra gli operai del traforo si ritrova coinvolto in amori, conflitti e segreti. Quando scompare l’immagine di santa Barbara, patrona dei minatori, un oscuro presagio annuncia una tragedia.
Un noir ruvido ambientato tra valli e montagne piemontesi. Cesare, ex passeur isolato con la lupa Micol, trova Fausto ucciso. La polizia lo crede legato al traffico di clandestini, ma Cesare decide di indagare, riscoprendo tradimenti oscuri, segreti taciuti e un mondo di traffici illeciti. Un giallo che esplora legami e inganni di una comunità montana.
Adamo Tissi, cartografo, scompare a Gressoney dopo aver parlato di mappe del Rosa e della città perduta di Felik. Seguirne le tracce significa ripercorrere ricerche e leggende — Ebreo Errante e Valle Perduta — fino all’impresa del 1778 e alla Piccola Età Glaciale, in un’indagine storica e umana.
Negli anni Cinquanta, Abercrombie Lewker, attore e detective dilettante, partecipa a un raduno al Dinas Cromlech. Quando uno scalatore viene trovato morto, in un apparente suicidio, Lewker sospetta un omicidio. Tra amicizie e segreti, dovrà scegliere se accettare la versione ufficiale o cercare una verità scomoda.
“…Leni Riefenstahl fu l’unica donna al centro di una delle più audaci e capaci troupe cinematografiche mai viste al mondo." Nata nel 1902 a Berlino, fu una delle poche registe tedesche dei primi del Novecento. È nota per la propaganda nazista, ma il suo lavoro nel cinema di montagna è di grande rilievo.