Dalla foresta, simbolo di vita interconnessa, Giancarlo Ferron scrive lettere a uomini e donne di ogni età e ruolo, invitando al rispetto della Natura. Con riflessioni sincere e fotografie intense, condivide l’esperienza di guardiacaccia e l’urgenza di non arrendersi all’indifferenza del mondo.
Dalla foresta, dove tutte le forme di Vita sono interconnesse, ho scritto lettere a bracconieri, politici, naturalisti, bambini e amici. Anche se l'economia, la maggioranza e la politica sono indifferenti alla sofferenza della Natura, non possiamo e non dobbiamo arrenderci. È proprio dalla foresta, che Giancarlo Ferron trova ispirazione per scrivere le lettere contenute in questo volume, per approfondire gli argomenti della Natura che tanto gli stanno a cuore, da sempre. Le sue sono osservazioni vibranti, schiette e dirette, talvolta taglienti; esprime dubbi e pensieri indirizzati a categorie e persone reali, del passato e del presente, ad amici e antagonisti, ad anziani come a bambini. Sono, soprattutto, punti di vista di un uomo che non ha certezze ma che, sforzandosi di comprendere meglio ciò che ha visto e vissuto quotidianamente immerso fra le montagne in veste di Guardiacaccia, dice di aver fatto pochissima strada nel mondo della conoscenza, ritiene però doveroso condividere con gli altri le conclusioni a cui è giunto, per provare a camminare assieme lungo i sentieri che conducono al Rispetto della Natura. Il libro contiene una stupenda appendice fotografica a colori, bellissimi scatti di Giancarlo Ferron catturati nel corso di una vita di appostamenti con l'unico obiettico che animali, insetti, piante vorrebbero sentirsi puntare addosso: quello della macchina fotografica.
Saggio di antropologia ambientale che analizza il rapporto tra società, Alpi e cambiamenti climatici. Attraverso il concetto di “in-visibilità” esplora come culture e istituzioni percepiscono o oscurano i rischi ambientali. Il libro unisce storia del clima, riflessione sui confini e il caso del Monte Bianco.
Il rapporto, nato dal progetto Italiae, analizza le montagne italiane tra criticità e opportunità, evidenziando dinamiche socioeconomiche, strategie territoriali e governance, con focus su spopolamento, green community e opinione pubblica, offrendo spunti per decisioni future.
Il viaggio di Sioli tra Yosemite, Yellowstone e Grand Canyon, riprende Thoreau, Olmsted, Muir e Leopold. Il biocentrismo contrapposto all'antropocentrismo in difesa della natura selvaggia come spazio di libertà per esseri umani e non umani. Una visione della natura come ecosistema, non merce.
Dopo l’abbandono delle terre alte, le montagne tornano ad attrarre: upper class in cerca di lusso, ceti medi in cerca di nuova vita e under class che affronta lavori duri. Da casi reali emerge una galleria sorprendente: per tutti la montagna diventa occasione e, forse, utopia.
Un libro che può aiutarci a comprendere la portata dell'epocale cambiamento provocato dal nostro impatto sul clima, perché è bene conoscere quanto stiamo perdendo, insieme al ghiaccio che fonde.
Un faggio secolare racconta la propria vita, dalla nascita come seme fino al crepuscolo, tra gioie, amicizie e pericoli. Mentre riflette sul futuro della foresta e delle giovani piante che protegge, Peter Wohlleben ci regala un memoir poetico che invita a ripensare il nostro legame con la natura.
Daniele Zovi realizza il sogno d’infanzia di costruire una casa sull’albero per osservare la natura, riflettere e ritrovare sé stesso. Tra difficoltà pratiche e scoperte spirituali, il libro invita a riscoprire l’armonia con l’ambiente e la speranza di un nuovo inizio nonostante la crisi climatica.