Autore: Sisi Cazzaniga e Adriano Bacchella
Editore: Priuli & Verlucca
Le più belle dimore di montagna delle Valli di Susa e Chisone presentate e raccontate attraverso le suggestive immagini di Adriano Bacchella e i testi di Sisi Cazzaniga, entrambi note firme di testate di architettura.
Questo libro è un omaggio all’eterna bellezza delle montagne, simbolo della perfetta creazione divina e testimonianza del tenace radicamento dell’uomo.
L’architettura alpina delle nostre valli documenta l’antropizzazione del territorio attuata in naturale fusione con l’ambiente circostante. Nelle pareti di queste case permane l’eco dei riti di un passato rurale, suggerisce anche momenti sereni e conviviali, in una natura che vediamo oggi più amica e benigna.
In queste dimore alpine la tradizione montana e le testimonianze tramandate sono state trattate con grande rispetto dai proprietari delle case fotografate, pur con concessioni a preferenze culturali e stili personalizzati. La fedeltà alla natura è rimasta intatta e vissuta con reverenza, rispettosa di un passato di cammino umano sul quale tutti dovremmo riflettere.
Dalla prefazione di Giorgetto Giugiaro:
Credo che nella vita di un uomo e della propria famiglia uno dei momenti più impegnativi, delicati, esaltanti e pieni di apprensione sia rappresentato dalla scelta di acquistare una casa o dalla decisione di metter mano al ripristino o alla ristrutturazione di una proprietà.
Gli elementi che entrano in gioco sono conflittuali solo in apparenza: si cambia alla ricerca del nuovo, di un ambiente accogliente, funzionale, razionale, magari supportato da tutti gli accorgimenti rispettosi dei dettami della tecnologia, della ecologia (tali da garantire l’antisismicità, il massimo isolamento acustico e termico) e della bio-edilizia (in armonia con l’ambiente e con le risorse rinnovabili) e dall’altro lato si sente il bisogno di costruire o ricostruire un contenitore carico di richiami e di simbologie, di ricordi, di presenze, di «cultura» che sappia proteggerci e rappresentarci al di là della mera efficienza e fruibilità.
Una linea di demarcazione progettuale credo dipenda dalla premessa se la casa sulla quale interveniamo sia «di famiglia» o possa sottrarsi a vincoli precostituiti e la si possa affrontare con lo spirito creativo di chi voglia inventarsi la propria casa di famiglia «artificiale» in grado però di riflettere la civitas, l’humanitas del contesto territoriale, oppure della propria indole, del proprio gusto, dei propri interessi.
Per questo motivo ritengo che la propria casa possa essere progettata in chiave estremamente attuale oppure possa conferire continuità fra passato e presente ancorandosi con la rigorosità dello studioso e del collezionista a uno «stile» preciso perpetrato da una etnia o da un contesto socio-ambientale.
Se poi questa nuova casa è in montagna, in una delle nostre vallate e spesso si accosta ad ambienti fragili (baite, grange, fienili, cascine), la conscia o subliminale matrice «pedemontana» non può che condizionare e insieme stimolare le nostre decisioni.