Il territorio piemontese, così diversificato per orografia, ambienti, climi e tradizioni presenta, più che altre aree regionali del nostro paese una gamma assai variegata di prodotti tipici che contribuiscono a dargli lustro non solo sotto il profilo storico, artistico e paesaggistico, ma anche e soprattutto dal punto di vista enogastronomico. Tra le varie tipicità che la regione annovera – tipicità che vanno dai prodotti agricoli a quelli da forno, dalle carni insaccate o conservate a particolari razze ovine o bovine – meritano però una collocazione di rilievo le produzioni casearie e quelle vinicole. Tanti i vini e i formaggi apprezzati e conosciuti nella regione, tutti con uno o più elementi che li tipicizzano e li rendono unici. Tra tutti questi – se possibile sviluppare una ulteriore distinzione – si presentano come particolarmente caratteristici i vini e i formaggi di montagna apprezzati e viepiù nobilitati perché ricavati da uve maturate al calore della roccia o da latte ricco di aromi. Poi, si rivelano particolarmente pregiati anche per un altro motivo, perché più che non gli analoghi di pianura sono frutto di antiche tradizioni, di consuetudini rimaste immutate nel tempo e soprattutto perché frutto di un lavoro arcaico, faticoso per le difficoltà imposte dall’asperità del terreno, che poco spazio lascia all’asetticità delle innovazioni tecnologiche.Andare alla ricerca di questi prodotti significa quindi penetrare più profondamente i misteri del mondo alpino, riportando alla luce consuetudini altrove sepolte da tempo…
Priuli & Verlucca
9788880686200
Scheda tecnica
Titolo
Pascoli e vigneti
Sottotitolo
Presidi caseari e enologici nelle zone alpine e prealpine del Piemonte
Architettura rurale in Valle d'Aosta, di Gian Pietro Soardo, edito da Priuli & Verlucca. Disegni formidabili che per riscoprire le architetture rurali della Valle d'Aosta
"Bivacchi sperduti" esplora gli angoli più remoti delle Alpi attraverso 50 bivacchi tra storia, avventura e architettura d’alta quota. Un viaggio tra antichi ricoveri e strutture contemporanee, arricchito dalle storie di chi li ha creati e vissuti, per scoprire luoghi da esplorare con rispetto e meraviglia.
I bivacchi alpini, nati nel 1925 grazie al Club Alpino Accademico Italiano, raccontano una storia di innovazione tra prefabbricazione, nuovi materiali e design spesso ispirati all’aerospazio. Dal Ravelli all’Apollonio, fino al Gervasutti, evolvono da rifugi estremi a icone social contemporanee.