Il territorio piemontese, così diversificato per orografia, ambienti, climi e tradizioni presenta, più che altre aree regionali del nostro paese una gamma assai variegata di prodotti tipici che contribuiscono a dargli lustro non solo sotto il profilo storico, artistico e paesaggistico, ma anche e soprattutto dal punto di vista enogastronomico. Tra le varie tipicità che la regione annovera – tipicità che vanno dai prodotti agricoli a quelli da forno, dalle carni insaccate o conservate a particolari razze ovine o bovine – meritano però una collocazione di rilievo le produzioni casearie e quelle vinicole. Tanti i vini e i formaggi apprezzati e conosciuti nella regione, tutti con uno o più elementi che li tipicizzano e li rendono unici. Tra tutti questi – se possibile sviluppare una ulteriore distinzione – si presentano come particolarmente caratteristici i vini e i formaggi di montagna apprezzati e viepiù nobilitati perché ricavati da uve maturate al calore della roccia o da latte ricco di aromi. Poi, si rivelano particolarmente pregiati anche per un altro motivo, perché più che non gli analoghi di pianura sono frutto di antiche tradizioni, di consuetudini rimaste immutate nel tempo e soprattutto perché frutto di un lavoro arcaico, faticoso per le difficoltà imposte dall’asperità del terreno, che poco spazio lascia all’asetticità delle innovazioni tecnologiche.Andare alla ricerca di questi prodotti significa quindi penetrare più profondamente i misteri del mondo alpino, riportando alla luce consuetudini altrove sepolte da tempo…
Priuli & Verlucca
9788880686200
Scheda tecnica
Titolo
Pascoli e vigneti
Sottotitolo
Presidi caseari e enologici nelle zone alpine e prealpine del Piemonte
Le più belle dimore di montagna delle Valli di Susa e Chisone, dove la tradizione montana e le testimonianze tramandate sono state trattate con grande rispetto.
Sisi Cazzaniga e Adriano Bacchella per Priuli & Verlucca Editori
Un lavoro che indaga le vere origini del paesaggio e dell'architettura popolare delle regioni padano-alpine, intesi come il risultato di un diuturno confronto fra le esigenze umane e i caratteri ambientali.
Il volume raccoglie i risultati del progetto triennale “Alpi in divenire” (2016-2018), promosso dall’Osservatorio sul sistema montagna della Fondazione Courmayeur Mont Blanc con l’Ordine degli Architetti valdostani, offrendo una sintesi su trasformazioni e futuro delle Alpi.
Il numero di ArchAlp indaga il legame tra progetto e narrazione, mostrando come il racconto superi la descrizione tecnica e riveli il rapporto tra costruzione e parola. Si apre con il testo di Carlo Mollino (1954) e si articola in due sezioni: critica delle opere e autoriflessione sui progetti.