Montagne a bassa definizione. Gli Appennini tra crisi di identità e cambiamento

Autore: Federico Di Cosmo - Editore: Donzelli

18,00 €

Il testo invita a ripensare la dorsale appenninica, la più grande catena montuosa d'Italia, spesso sottovalutata rispetto alle Alpi. Nonostante la loro bellezza e unicità, gli Appennini sono percepiti come una "montagna di serie B" a causa della loro bassa altitudine e delle cime arrotondate. Il libro analizza come la cultura influenzi la percezione di questi luoghi, proponendo una nuova visione che riconosca il loro valore montano, senza confronti con altre catene. Saggi di vari autori offrono spunti per una comprensione più profonda dell'appenninicità.

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Curatore: Federico Di Cosmo
Editore: Donzelli

Ripensare la dorsale appenninica in favore di nuovi modi di intendere e praticare, dunque abitare, le varie sfaccettature di una irriducibile montanità. La dorsale appenninica è la catena orografica più grande del paese, con un’estensione superiore all’Ungheria, al Portogallo o all’Austria. Nonostante la sua ingombrante presenza, per i più rimane un rilievo minore, perennemente in bilico tra il «non-ancora Alpi» e la montagna di serie B. La bassa altitudine, le cime «arrotondate», la frammentazione in valli e altipiani, la relativa facilità d’accesso e i morbidi versanti boscosi l’allontanano dall’idea universale di montagna, tradizionalmente identificata nella cultura occidentale con la catena alpina. Ciò accade perché gli Appennini, prima di essere una regione geografica, sono luoghi della mente, sui quali proiettiamo qualità e caratteristiche maturate all’interno della cultura collettiva. Se da una prospettiva realistica gli Appennini esistono indipendentemente dalla percezione umana, come rilievi orografici, tutt’altra storia è se li esaminassimo a partire dalla costruzione culturale che ne ha fatto la società, chi li vive, li studia, li racconta e li progetta. L’appenninicità viene descritta attraverso una rete di narrazioni, distorsioni e reinvenzioni che, giocoforza, contribuiscono all’invenzione di una geografia dal duplice volto in cui la dimensione romantico-consumistica, tendenzialmente edulcorata e depurata da fratture e fragilità, convive con quella meno incoraggiante dell’internità, costruita sulle diseguaglianze e sulle minori opportunità che le popolazioni montane sperimentano rispetto a quelle cittadine. Questo libro offre una rilettura dell’ambiente appenninico, o meglio, un’indagine sul suo stato di montanità. Propone spunti concettuali per decostruire e ricostruire l’entità geografica alla luce della contemporaneità, affinché le venga riconosciuto quel diritto ad essere considerata montagna senza dover ricorrere necessariamente a un termine di paragone. Saggi di: Filippo Barbera, Augusto Ciuffetti, Maurizio Dematteis, Antonio De Rossi, Federico Di Cosmo, Piero Lacorazza, Giuseppe Lupo, Laura Mascino, Fabrizio Toppetti, Giuseppe Varavallo, Mauro Varotto, Piero Zanini.

Donzelli
9788855226929

Scheda tecnica

Titolo
Montagne a bassa definizione. Gli Appennini tra crisi di identità e cambiamento
Collana
Occhielli
Autore
Federico Di Cosmo
Editore
Donzelli
Area
Italia centrale
Edizione
2025
Pagine
184
Dimensioni
14 x 18 cm
Formato
Brossura

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