Autore: Giovanna Zangrandi Editore: Ponte alle grazie
Cosa intendiamo quando parliamo di vite straordinarie? Forse una risposta possiamo trovarla ripercorrendo la storia di Giovanna Zangrandi, come ce la presenta nel suo saggio introduttivo Benedetta Tobagi. Vite in cui la ricerca del proprio vero sé passa per uno pseudonimo, Anna, nome di battaglia assunto dall'autrice durante la Resistenza e protagonista di questo libro. Venti mesi trascorsi tra i boschi e le montagne del Cadore, non più meta di escursioni e discese con gli sci in libertà, ma luoghi dove si combatte la guerra di liberazione. E mentre Anna fa la sua parte, Giovanna scrive, riempiendo quaderni che a un certo punto dovrà sotterrare a 1700 metri, sotto le cime delle Marmarole, nelle Dolomiti orientali, e che recupererà solo a guerra finita. Quei quaderni saranno la materia prima a partire dalla quale Zangrandi ricostruirà la storia di Anna e dei suoi «giorni veri». Veri non solo perché veramente vissuti, ma anche perché della Resistenza l'autrice restituisce un'immagine viva, diretta, tutt'altro che retorica, espressa in una scrittura di grande modernità. «Un racconto svolto con una semplicità così immediata e così scarna che potrebbe apparire addirittura brutale», commentò un'altra scrittrice e partigiana, Ada Gobetti. «Un diario veramente eccezionale cui la tempra di scrittrice di Giovanna Zangrandi dà anche un più che notevole valore letterario».
La grande campionessa di sci alpino ha scritto per noi storie e racconti di un'infanzia felice tra neve, prati e avventure Deborah Compagnoni per Rizzoli
Fiabe e leggende tramandate da secoli avranno ancora qualcosa da dirci o saranno destinate all'oblio? Attraverso analisi filologico-letterarie e riscritture, Antonio Ballerini cerca di riscoprire il senso profondo e i valori nascosti di queste storie antiche.
Un doppio delitto in occasione della cena annuale dei membri dell Foothold Club. Il caso prende le mosse da un’ascensione sul Cervino di molti anni prima, finita in tragedia. E tra ricordi di imprese passate e nuove…
Durante una gita in montagna, una donna resta isolata dal mondo da una misteriosa parete invisibile. Costretta a sopravvivere da sola, costruisce un nuovo rapporto con la natura, gli animali e sé stessa. Pubblicato nel 1963, La parete è diventato un classico della letteratura ambientalista e femminile.
Adamo Tissi, cartografo, scompare a Gressoney dopo aver parlato di mappe del Rosa e della città perduta di Felik. Seguirne le tracce significa ripercorrere ricerche e leggende — Ebreo Errante e Valle Perduta — fino all’impresa del 1778 e alla Piccola Età Glaciale, in un’indagine storica e umana.
La storia è ambientata in un paesino di montagna, dove realtà e leggenda si mescolano. Silvia e Luca, i protagonisti, si trovano a dover affrontare un mistero legato a scomparse avvenute negli anni Venti, il che aggiunge un elemento di suspense alla loro avventura.
Durante un’escursione in una valle trentina, Giovanni trova una vecchia tabacchiera della Grande Guerra. L’oggetto lo conduce in un viaggio tra memorie, incontri e legami oltre il tempo. Tra montagna, ricerca storica e amicizie, il romanzo intreccia passato e presente con scoperte di sé e passioni.
Negli anni Cinquanta, Abercrombie Lewker, attore e detective dilettante, partecipa a un raduno al Dinas Cromlech. Quando uno scalatore viene trovato morto, in un apparente suicidio, Lewker sospetta un omicidio. Tra amicizie e segreti, dovrà scegliere se accettare la versione ufficiale o cercare una verità scomoda.