Autore: Giovanna Zangrandi Editore: Ponte alle grazie
Cosa intendiamo quando parliamo di vite straordinarie? Forse una risposta possiamo trovarla ripercorrendo la storia di Giovanna Zangrandi, come ce la presenta nel suo saggio introduttivo Benedetta Tobagi. Vite in cui la ricerca del proprio vero sé passa per uno pseudonimo, Anna, nome di battaglia assunto dall'autrice durante la Resistenza e protagonista di questo libro. Venti mesi trascorsi tra i boschi e le montagne del Cadore, non più meta di escursioni e discese con gli sci in libertà, ma luoghi dove si combatte la guerra di liberazione. E mentre Anna fa la sua parte, Giovanna scrive, riempiendo quaderni che a un certo punto dovrà sotterrare a 1700 metri, sotto le cime delle Marmarole, nelle Dolomiti orientali, e che recupererà solo a guerra finita. Quei quaderni saranno la materia prima a partire dalla quale Zangrandi ricostruirà la storia di Anna e dei suoi «giorni veri». Veri non solo perché veramente vissuti, ma anche perché della Resistenza l'autrice restituisce un'immagine viva, diretta, tutt'altro che retorica, espressa in una scrittura di grande modernità. «Un racconto svolto con una semplicità così immediata e così scarna che potrebbe apparire addirittura brutale», commentò un'altra scrittrice e partigiana, Ada Gobetti. «Un diario veramente eccezionale cui la tempra di scrittrice di Giovanna Zangrandi dà anche un più che notevole valore letterario».
Giovanna Zangrandi, nata in provincia di Bologna, si trasferisce a Cortina negli anni '30. Abbandona la carriera scientifica per diventare scrittrice, trovando nella montagna il suo vero sé. Racconti del Cadore raccoglie 49 sue opere che uniscono memoria, vita in montagna e personaggi locali.
Il leopardo e lo sciamano di Federico Pistone è un viaggio in una terra immensa e misteriosa, ricca di paesaggi incontaminati, incontri con sciamani, nomadi e creature sovrannaturali, tra cui il leopardo delle nevi, simbolo di fragilità e spiritualità mongola.
L’opera di Giovanna Zangrandi, pseudonimo di Alma Bevilacqua, racconta la sua trasformazione tra le montagne del Cadore e la Resistenza. Il suo romanzo più importante, I Brusaz, vincitore del Premio Deledda, narra di montagna, povertà, solidarietà femminile e la figura forte di Sabina.
Il racconto nei primi anni del XVIII secolo, nella valle del Bióis nell'Agordino, dove Cristano Soracosta si diletta ad affrescare le pareti delle abitazioni del paese. Enzo Demattè per Nuovi Sentieri
In un villaggio della Val Passiria, un omicidio richiama un misterioso dipinto attribuito a Botticelli scomparso nel nulla. Il commissario Grauner e l’ispettore Saltapepe indagano tra segreti, traffici d’arte, miniere abbandonate e vendette familiari, svelando oscure verità dell’Alto Adige.