Montagne immaginarie

Autore: Michele Sasso - Editore: Edizioni Ambiente

19,00 €

Il territorio montano si trasforma rapidamente. Cambia la vegetazione, cambia il clima, gli inverni sono diversi. E noi attrezziamo le montagne per farle sembrare sempre uguali. Cosa stiamo immaginando per il futuro?

Quantità
Add to wishlist

Guarantee safe & secure checkout

Autore: Michele Sasso
Edizioni Ambiente

Le montagne immaginarie e da immaginare possono e devono essere contemporanee senza per questo rigettare la propria storia, e possono insegnare molto in termini di sperimentazioni e innovazioni. La fine della snow economy è ineluttabile, nonostante la politica nostrana perseveri nell’obiettivo di portare tutti, ma proprio tutti tutti, in vetta, con una inarrestabile artificializzazione di questi luoghi. Nel suo viaggio Michele Sasso ci racconta della necessità di reinventare l’identità di un territorio che cambia alla ricerca di un giusto modello di sviluppo. Dalle Alpi, alle Dolomiti e agli Appennini, incrociando storie e visioni da Nord a Sud per cercare di contestualizzare la sfida dei cambiamenti climatici, ma anche la sfida della “restanza”, chi decide di non partire e di restare per invertire lo spopolamento delle aree interne del Paese. Sono 13 milioni le persone che popolano la montagna “di mezzo”, quella che oscilla tra i 600 e i 2.000 metri, quella che non sfoggia rocce da vertigini, ma cerca faticosamente modelli di esistenza e di sviluppo alternativi. Servono racconti al positivo, fondamentali per uscire dal fatalismo che attraversa tante comunità montane. Servono narrazioni non solo di super eroi capaci di vivere in condizioni estreme. Perché oggi in montagna è possibile delineare un progetto di un nuovo riabitare.

Edizioni Ambiente
9788866274070

Scheda tecnica

Titolo
Montagne immaginarie
Collana
Inchieste
Autore
Michele Sasso
Editore
Edizioni Ambiente
Edizione
2024
Pagine
199
Dimensioni
14 x 21 cm
Formato
Brossura con alette

16 altri prodotti della stessa categoria:

DISPONIBILE

Nel cuore della Val Grana, i racconti sulle masche riflettevano paure, ruoli di genere e potere. Vivendo un anno a Chalancho, Marco Aime ne studia l’oralità come memoria e identità collettiva, oggi riletta con nostalgia e rigore come atto di resistenza comunitaria.